Questa è la storia di Aristide (Taz), 13 anni
meticcio bassethound e 1° livello di REIKI

13 anni di cui 11 passati in gabbia. Accalappiato da cucciolo nei dintorni di Milano: è stato ospite di numerosi canili.
Una storia incredibile ci lega a lui. Ma partiamo dall'inizio.
Pochi mesi dopo la morte di Jasper, il nostro "quattrozampe" da sempre , mio figlio ci dice “...perchè non adottiamo un altro cane?". Non avevamo preso in considerazione la cosa, ci avevamo pensato a dire la verità, ma era prematuro, il ricordo di Jasper era ancora vivo nei nostri cuori.
Il piccolo insisteva, erano i primi giorni di agosto del 2005 e così tramite la rete contattiamo una serie di canili della zona; in uno di questi notiamo un cane stranissimo che risponde al nome di TAZ (il diavoletto della Tasmania...) un buffo incrocio tra un bassethound ed un... san bernardo, che per farsi notare, rispetto agli altri cani che si affollavano a ridosso della rete di protezione, prendeva la rincorsa e saltava in alto ...
E’ fatta, i miei insistono... è lui!
Ma non mi convince e poi la volontaria al telefono mi aveva parlato di una Labrador sterilizzata di tre anni che i vecchi proprietari avevano lasciato in canile per l'arrivo di un bebè e quindi la cagnona diventava incompatibile (!).
Insomma molto....democraticamente decido per la Labrador e riesco a coinvolgere anche i miei. Ma si, come cane è l'ideale paciosa, tranquilla: quel che fa per noi, anche perché, lavorando entrambi, avrebbe dovuto passare parecchio tempo a casa da sola.
Terminate le pratiche di rito ce ne andiamo con Morgana, così si chiamava la cagnona, lasciando un'incredula volontaria a cui non sembrava vero il 6 agosto di essere riuscita a regalare una famiglia ad un ospite del canile. Partiamo finalmente per le vacanze!
Passa un anno, Morgana è una cagnona tranquilla, anche troppo: per vederla in fibrillazione devi portarla in prossimità dell'acqua, come avevamo constatato durante le vacanze al mare in cui, da buona Labrador, aveva mostrato cosa sapeva fare... immersa in un liquido.
Tranquilla dicevo, a volte persino apatica, comunque poco espansiva per essere una Labrador e sempre in stato di allerta con le orecchie basse e la predisposizione alla sottomissione nonostante l'aspetto tutt'altro che remissivo vista la stazza.
Questi comportamenti ci fanno pensare immediatamente a dei maltrattamenti subiti.
Nel frattempo il Reiki è entrato nella mia vita e senza rendermene conto un giorno, in un raro momento di contatto fisico (difficilmente si faceva accarezzare), mi accorgo di avere le mie mani sul suo ventre.
Senza che me ne accorgessi lei stessa si era sdraiata davanti a me a pancia all'aria, con la cicatrice della sterilizzazione in primo piano: le stavo dando Reiki, in un punto evidentemente critico e dove sentiva maggior disagio.
Poi, dopo un tempo che non saprei quantificare, così come scelse di sdraiarsi accanto a me, altrettanto spontaneamente si alzò e se ne andò soddisfatta del suo "pieno" energetico.
Questa cosa ha magicamente stabilito un tacito accordo tra me e lei. Io so che quando mi si avvicina o mi tocca col muso o si sdraia accanto a me è il "Reiki moment"... 
Morgana
Rimane comunque un cane fondamentalmente diffidente e poco incline al contatto: ne parliamo con il veterinario che alla fine ci dice: “ma perchè non ne adottate un altro, di taglia piccola, più vispo che le possa fare compagnia e che la tenga “in movimento” durante la giornata…”.
La casa è grande, abbiamo parecchio verde in zona... detto fatto.
Siamo ai primi di giugno del 2006, un venerdì dopo l’ufficio si ritorna in canile. Questa volta ci rechiamo in quello della nostra città che nel frattempo, non lo sapevamo, è diventato una pensione per cani e gatti. Il gestore ci da degli indirizzi: alcuni già li conosciamo.
Proviamo il primo ma non troviamo cani di taglia piccola, decidiamo così di recarci presso l'altra struttura: "...sono ragazzi giovani, stanno sistemando tutta l'area e i box, ne hanno parecchi di cani e loro sono li fino a tarda serata..." così ci aveva detto il gestore della pensione.
Si va, troviamo i volontari gentilissimi e disponibili nonostante l'ora (erano passate le 19 ormai), ci fanno entrare.
Era ancora chiaro, il posto ordinatissimo con i box disposti a semi-cerchio.
Entriamo, mia moglie si blocca di colpo... TAZ!! esclama... la guardo con un punto interrogativo sul viso e mi indica una gabbia esattamente davanti a noi, proprio di fonte all'ingresso.
Taz????... ah si, il "buffo incrocio" visto in quel canile quando prendemmo Morgana, penso... ma dai non è possibile, sarà un cane che gli somiglia.... Ci avviciniamo: ma no, ti dico che è lui... lo vede anche mio figlio che avvalla l'ipotesi della mamma: si papy è Taz…
Sono "stupito e perplesso"...

Oui... c'est moi...
Chiamiamo un volontario: ...mi scusi per caso quel cane si chiama Taz? "... si, ma... (silenzio)... e voi come lo sapete?”
Raccontiamo velocemente come sono andate le cose ed i ragazzi ci spiegano che Taz e tanti altri cani arrivano da quella struttura: è una sorta di centro di smistamento nel quale trascorrono un breve periodo in attesa di essere adottati (nella migliore delle ipotesi), o di essere trasferiti in altri canili della provincia.
Incredibile... a distanza di un anno ... e poi in quel box, proprio di fronte all’ingresso… insomma non poteva passare inosservato ed inoltre avrebbe potuto essere trasferito chissà dove ed invece eccolo qua...
E' un segno del destino che ci fa dimenticare che il veterinario ci parlava di un cagnolino in formato ridotto... e la taglia di Taz non è proprio mini... è basso (le caratteristiche sono quelle di un Bassethound) ma è lunghissimo ed ha il capoccione (e la bava...) del San Bernardo.
Ubi maior minor cessat dicevano in passato e così, nonostante cerchi di ricordare ai miei la stazza di Taz e l'opportunità di scegliere un altro ospite, loro sono già in ufficio per la pratica di adozione... Mi arrendo: allora fui io a scegliere... ora tocca a loro e in fondo, in tutta sincerità, il botolone piace anche a me...
Ma c'è un problema grosso da affrontare e subito.
Taz, che ormai avevamo ribattezzato Aristide, purtroppo è stato trovato positivo al test della filaria (quella sorta di parassita che avvolge il cuore dell'animale fino a provocarne la morte se non preso in tempo).
E' la prima cosa da fare, priorità assoluta, oltre che liberarlo da colonie di ospiti sgraditi sul pelo e fargli un bagnetto urgente visto il profumino non proprio di verbena che emanava...
Siamo a casa, è venerdì sera e durante una prima sgrossatura con acqua e shampoo ad uso vet. arriva la seconda grossa sorpresa, nessuno se ne era accorto e gli stessi volontari del canile non ne erano a conoscenza:
Aristide ha una protuberanza proprio sotto la coscia sinistra, una sorta di sacca grossa poco più di una palla da tennis tanto che lo costringe, quando si mette seduto, ad una posizione anomala, innaturale. La tocco delicatamente, pare che non gli faccia male.
Comunque mostra subito di gradire la nuova situazione, soprattutto quell’altra grossa “cosa” a quattrozampe che gironzola timidamente per casa, Morgana: vanno immediatamente d’accordo.

Aristide e Morgana
...Ari e ...Nana
Arriva il momento di portare Aristide dal veterinario. La situazione è questa: Filaria conclamata e sospetto sarcoma sottocoscia. Inoltre l’arcata dentale mostra i segni dell’età: non ha più un canino e i pochi altri denti rimasti sembrano messi a caso e forse un tempo erano pure bianchi….
A parte questi piccoli particolari, “dolce sorriso” è un arzillo “vecchietto” di 11 anni (più o meno corrispondenti a 70 - 71 dei nostri); siamo nel 2006 nel frattempo l’anagrafe canina ci aveva contattato per la conferma dei nostri dati e per comunicarci l’età del cane.
Una cosa alla volta, l’urgenza al momento è la filaria così, previa una settimana di aspirinetta per preparare l’organismo, seguono due punture a distanza di 15 gg l’una dall’altra e una terza finale per debellare definitivamente il parassita.
Così facciamo e Ari (ormai lo chiamiamo così) reagisce benissimo e non ha problemi di controindicazioni alle cure. Il suo cuore recupera bene, ma i danni subiti purtroppo rimangono.

Aristide e la neve
L’unico problema post cura è la sete. E’ perennemente alla ricerca dell’acqua, si scola intere ciotole e capita sovente di trovare la pozzetta di “pipi” per casa… sono le punture della filaria ci spiega il veterinario e così sarà sempre, lui poi è avanti con l’età ed è un po’ debole di vescica.
...Sete...sete...sete!!
Ci rassegniamo, ogni tanto nonostante le lunghe passeggiate “si lascia andare” anche in casa.
Passa un anno, tutto bene in generale, finché un giorno, siamo nel febbraio del 2007, notiamo del gonfiore sulla zampa sinistra in corrispondenza della coscia con la sacca, anch’essa gonfia in modo evidente.
Aristide non è più così arzillo, cammina a fatica tenendo sollevata la zampa. Sin dalla prima visita si decide per l’operazione: emangiosarcoma e solo l’analisi di laboratorio stabilirà le conseguenze.
Problema da affrontare: Ari ha 12 anni, il cuore malandato reggerà l’anestesia?
Arriva il giorno dell’operazione, l’amico veterinario è fiducioso: ce la farà, la fibra è forte, andremo cauti con la somministrazione e se sarà il caso aumenteremo l’anestetico durante l’operazione.
“…Sei impressionabile ad aghi, bisturi e aggeggi simili?”
“No rispondo, sono un donatore di sangue, la sua vista non mi impressiona ma…” “niente ma … Aristide sentirà che tu sei accanto a lui, perciò vieni qui e fa come ti dico”.

Aristide prima dell'operazione
Mentre l’amico veterinario si prepara, mi avvicino ad Ari e gli do Reiki. Dopo un po’ solleva la testa come fa di solito per farmi capire che è sazio d’energia: è pronto per l’anestesia.
Assisto un po’ preoccupato all’operazione, Ari dorme tranquillo, ogni tanto sbuffa e si muove leggermente come se stesse sognando. Dopo circa mezz’ora il tumore è asportato, non rimane che chiudere i capillari, ricucire e aspettare il responso del laboratorio. È andata…
Una volta medicato e fasciato con cura lo adagiamo su un plaid per terra. Stavamo organizzandoci per caricarlo in macchina quando ad un certo punto piano piano si alza e fissandoci sembra dire… “beh, che avete da guardare… che si fa?” Io ed il vet. ci fissiamo inebetiti…
Ari, vecchia pellaccia, ma sei una roccia!!!! L’anestetico era stato dosato e somministrato a regola d’arte…
Doc sei un grande!…
Subito a casa e lui si dirige quatto quatto verso la ciotola…
Niente da fare amico: stasera digiuno

Aristide poco dopo l'operazione e... poco convinto dei suoi boxer: il rischio che danneggi la ferita è alto
Passano i giorni, Super Ari ritorna attivissimo e un po’ “mariuolo” come prima, la ferita si rimargina bene non ci sono aderenze nella cicatrice e dopo qualche tempo toglie regolarmente i punti. Riceve Reiki periodicamente. Anzi, come accade con Morgana è lui che mi cerca e spesso arrivano contemporaneamente. Di solito è Morgana che aspetta. Aristide si “prende” da solo il diritto di precedenza…!
Io non dico nulla e lascio che siano loro a decidere chi per primo.
Arriva il responso dal laboratorio. L’esito non è per nulla confortante e ci sono serie possibilità che l’emangiosarcoma si ripresenti sulla stessa linea d’origine. Subito, tra sei mesi, un anno? Chi può dirlo?
L’amico ci raccomanda, oltre alle visite periodiche, di tenere d’occhio la zampa ed eventuali possibili gonfiori che potrebbero manifestarsi.
Preoccupati ma confortati dal fatto che è tornato ad essere l’Ari di prima, decidiamo di non pensarci e lasciamo che le cose vadano seguendo il loro percorso. Reiki è presente giornalmente per entrambi.
Ari e Reiki
I mesi passano, arriva l’estate del 2008, si parte per le agognate vacanze:
Aristide e Morgana si godono il caldo sole della Sicilia, Morgana in particolare ha il modo di apprezzarne anche il mare…
Poi, durante gli ultimi giorni, sulla strada del ritorno, Aristide mostra una certa irrequietezza che passa momentaneamente nel periodo in cui si prende la sua dose di Reiki; ma c’è qualcosa che non gira…
Mi tornano improvvisamente in mente le parole dell’amico veterinario… occhio ai gonfiori sulla zampa.
Siamo a casa, Ari è stanco, affrontare una viaggio dalla Sicilia a Milano non è uno scherzo per la sua età (anche se in camper ha i suoi spazi) e nonostante le soste per bere/bisognini/passeggiata, sembra decisamente provato ed inoltre mi sembra che la sua zampa sinistra mostri segni evidenti di gonfiore.
La città è ancora vacanziera e anche l’amico veterinario si gode il meritato riposo, ma c’è il dottore che lo sostituisce ed a prima vista ci parla di una probabile infiammazione. In effetti durante il viaggio è Morgana che si accovaccia tranquilla, Aristide mi fa da “capomacchina” in cabina, perennemente in piedi, non c’è verso di farlo andare nella dinette a sdraiarsi; quindi un’infiammazione potrebbe essere verosimile.
Torniamo a casa e durante il giornaliero “Reiki moment” con Ari improvvisamente mi arriva una percezione fortissima, un flash mentale folgorante e chiarissimo… Aristide può essere armonizzato, Aristide si trasforma in un canale Reiki, Aristide può “essere” lui stesso Reiki.
Rimango colpito da questa sensazione, ne parlo con mia moglie e mio figlio ed insieme decidiamo che possiamo offrire questa opportunità ad Aristide, se Lui la accetta. La sera stessa ci organizziamo per l’armonizzazione al primo livello di Reiki…ma prima di iniziare lo fisso negli occhi e gli chiedo se desidera diventare un canale Reiki.
Lui si avvicina docile e disponibile. La sua risposta è “si!”
Il resto avviene tutto in una atmosfera molto particolare ed in questo magico contesto riceve i primi 2 Reiju del metodo Komyo.
Già da quella sera notiamo un evidente cambiamento nel suo comportamento: è calmo e non da segni di irrequietezza… l’energia sta lavorando e possiamo notarne le conseguenze. Ne ero certo, anche se all’inizio ho affrontato la situazione con una certa apprensione, ma man mano che avanzavo con la procedura di armonizzazione, il cuore mi indicava la via da seguire e sapevo che era quella giusta per il bene di Aristide; tutti i dubbi si sono immediatamente sciolti e forse è stato Lui stesso ad incoraggiarmi a proseguire… non mi sono posto troppi problemi, sono andato molto ad istinto e i movimenti sono nati spontanei.
Per tutto il resto del giorno successivo, passeggiate comprese, ci rendiamo conto che la zampa è ritornata praticamente allo stato normale e durante la notte non lo abbiamo sentito “passeggiare” per casa o cercare l’acqua nella ciotola probabilmente ha dormito sereno.
La mattina seguente trotterella per il prato come al solito. Questo ci conforta e quella sera riceve anche il 3° e 4° Reiju.
E’ passato quasi un anno da questa splendida esperienza che ci ha lasciato una sensazione di arricchimento nell’anima, un ulteriore canale di comunicazione tra noi e lui.
Vorrei concludere dicendo a tutti quelli che hanno la fortuna di avere per casa dei quattro zampe a cui dare Reiki (siano essi insegnanti o operatori), di “ascoltare” ciò che ci trasmettono durante il trattamento, il loro comportamento le reazioni conseguenti, loro non hanno il dono della parola ma sappiamo bene che hanno molti modi altrettanto efficaci per farci sapere come la pensano e cosa desiderano… e soprattutto spero che questa esperienza sia d’aiuto a tutti.
Danilo